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Ghenadie Popic

Ghenadie PopicArtista moldavo (1982), Ghenadie Popic si è trasferito a Firenze nel 2006, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti conseguendo il Master in Arti Visive (2005-2006) e la laurea al corso biennale di Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi (2012 - 2014). La sua formazione artistica è iniziata in Moldavia (Liceo di Arti Visive Igor Vieru dal 1994 al 1998 e Collegio di Arti Visive A. Plamadeala dal 1998 al 2001) ed è proseguita a Bucarest all’Università Nazionale d’Arte, dove ha conseguito la laurea in Arti Figurative e Decorative nel 2005. Tra il 2007 e il 2008 ha lavorato come assistente tecnico alla didattica presso la L.A.B.A (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze. Ha esposto in numerose collettive; tra queste si ricordano: 2014, Galleria Mentana, Firenze; 2014, Il 4°Puzzle Art Expo, Firenze; 2007, 05 Associazione culturale, Santa Croce sull’Arno; 2006, Clessidra, Firenze; 2006, L.A.B.A, Firenze; 2005, Mostra internazionale di arti visive, Cecina (LI); 2005, Università Nazionale d’Arte, Bucarest (Romania); 2001, collettiva a Chisinau (Repubblica Moldava). Nel 2014 ha esposto in personale alla Galleria Mentana di Firenze con la mostra dal titolo Firenze, luogo contemporaneo. Vincitore del concorso Premio Arti Visive - Galleria Mentana Firenze (I° Edizione, 2015) per la sezione Fotografia, ha seguito diversi workshop (Palazzo Strozzi, Firenze; SINCRESIS, Associazione culturale per le arti contemporanee, Empoli) e documentato con i propri scatti numerose iniziative artistiche e culturali. Nel 2014 ha realizzato il progetto grafico della Collana Connessioni (Pisa University Press) e del libro Quaderni. 

La fotografia è il linguaggio artistico che più di altri mi permette di cogliere i segni dell’intervento umano sul paesaggio urbano. Ho scelto di dedicarmi alla fotografia digitale per sondare le possibilità espressive dell’immagine e fornire una visione del reale capace di andare oltre le tradizionali convenzioni visive. Fotografare significa filtrare la realtà che ci circonda, raccontare il mondo in una prospettiva che riflette il punto di vista personale dell’autore, facendo sì che l’immagine finale non sia soltanto il documento di un fatto oggettivo ma il risultato di un’interpretazione del reale. Vivere e studiare in una città d’arte unica al mondo come Firenze, mi ha permesso di educare la mia cultura visiva attraverso i grandi esempi dell’architettura e dell’arte rinascimentale. I secoli passati hanno lasciato tracce indelebili a Firenze, tracce che mi propongo di “catturare” con la fotografia per dimostrare quanto sia cambiata oggi la nostra percezione dello spazio urbano, il nostro modo di guardare alla città. Viviamo nella società dell’immagine, in cui le informazioni visive cambiano e si sovrappongono con ritmi frenetici: la fotografia può invece restituirci il senso autentico dell’immagine e la sua capacità di immortalare la bellezza che ci circonda. Il mio obiettivo è offrire uno sguardo poetico sulla realtà, una visione rinnovata delle cose: da qui nasce il progetto Firenze nascosta, in cui ho cercato di tracciare un ritratto insolito di questa città, immortalandola di notte, quando l’assenza di mezzi e persone la fa sembrare diversa, magica, quasi irreale. Firenze di notte è un’altra città: è un luogo dove la bellezza si lascia contemplare immersa in un silenzio che ce la fa sentire lontana e irraggiungibile.

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Ghenadie Popic, video

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